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Piccolo Teatro della Città, 6 fiabe per crescere con la fantasia

Non è mai troppo presto per innamorarsi del palcoscenico. Lo sanno beni quelli del Piccolo Teatro della Città (via Ciccaglione, 29) che per la stagione 2018-2019 propongono sei fiabe che andranno in scena la domenica pomeriggio alle 17.30.

Tre degli spettacoli in cartellone sono evergreen della letteratura per l’infanzia, proposte nella forma di fiaba musicale, e tre sono classici, poco rappresentati, e proposti ora in versioni d’autore.

La bella addormentata da Charles Perrault (18 novembre), Alice nel Paese delle Meraviglie da Lewis Carroll (30 dicembre) e Il principe ranocchio dai Fratelli Grimm (20 gennaio) saranno le proposte nel consolidato binomio che vede la fiaba musicale nella versione di Domenico Carboni diretta dal maestro Gianni Salvo.

Il 3 febbraio Cinzia Maccagnano Egle Doria, Oriana Cardaci, Marta Cirello, Alessandra Barbagallo, Stefania Micale saranno le interpreti di I tre moschettieri – Storie di bulli, d’eroi e d’amicizia, da Alexandre Dumas per l’adattamento di Oriana Cardaci e la regia di Cinzia Maccagnano. Lo spettacolo, con le musiche originali di Salvo Nigro, è un inno all’integrazione dove il diverso è parte del tutto e per questo necessario. È un invito a guardarsi dentro, a scoprire le proprie peculiarità e ad essere se stessi in mezzo agli altri, parte integrante, dunque, di un microcosmo rappresentato da quella rete di amicizie e affetti indispensabili nel vivere quotidiano.

Il 3 marzo sarà la volta di Tirititùf, la più bella fiaba di Luigi Capuana, portata in scena dal regista Ezio Donato che propone la storia del reuccio Tirititùf come metafora delicatissima sulla vita, dalla nascita alla morte, e sulla difficoltà di diventare adulti e superare i capricci e le monellerie che ogni bambino può compiere. Una storia che si presta a differenti letture proprio perché, come tutte le fiabe, contiene una psicologia insieme semplice e profonda e che, oggi più che mai, con i due vecchi sovrani che, pur di avere un figlio, accettano di contravvenire alle leggi di una gravidanza naturale,  si presenta come una storia di estrema, anche se metaforica, attualità etica e culturale.

Chiude la stagione dedicata ai ragazzi La tartaruga e la lepre malandrina (7 aprile), originale fiaba della scrittrice Lina Maria Ugolini che, a partire da Esopo, racconta la storiella di lepre Gastona e della tartaruga Gelsomina impegnate in una paradossale sfida di velocità. Nella pièce, diretta da Gianni Salvo, la lepre umiliata precedentemente è diventata malandrina e ricorre ad astuzie poco lecite, pur di vincere e rendere assai faticoso il percorso alla tartaruga Gelsomina.

 

Info allo 095530153

 

 

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