Essere madre è un cambiamento sconvolgente che quasi sempre coglie impreparati

La fatica e la gioia di essere madre

Ed eccoci qui, a festeggiare il tuo primo anno! Ho sempre letto a riguardo post e blog super romantici scritti da mamme super innamorate e super perfette…tutto molto super commovente! Ma io la prima cosa che riesco a dire di super è che sono super stanca!
Il “pre-attesa”, l’attesa, il parto, la cacca che non facevi, l’allattamento per nulla spontaneo, il non dormire..caro Matteo, in questo anno mi hai sfiancata e mi hai proprio cambiato la vita, le priorità, le mie giornate di donna, di amica, di moglie e di capo scout! Aoooo, marmocchio….tutto questo in un anno?!?!?!
Poi è normale, ti amo di un amore infinito, i dentoni che spuntano quando ridi mi fanno impazzire, i baci bavosi mandano fuori di testa, il risveglio con te vicino dà la giusta carica per ricominciare una giornata…
Boh, io in quest’anno ho capito che ciò che conta è AMARE..è l’amore che ti fa superare la stanchezza, i dolori (fisici e non) e i momenti in cui pensi di non farcela (perché non ti senti all’altezza)…e questo amore bisogna metterlo in tutto ciò che si fa e si è…amicizia, vita di coppia, lavoro, volontariato, famiglia.
Allora, mio caro Matteo, questo è il mio augurio per il tuo primo anno..che tu possa essere capace di amare…e io, promesso, farò di tutto per aiutarti a crederci…ora, però, FAMMI DORMIRE!!!” *

Essere madre: “Con te nella fatica e nella gioia”

Gli auguri di mamma Giulia al suo piccolo Matteo ci consentono di immergerci a 360° nell’esperienza più viscerale, intensa, potente che una donna possa fare: la maternità.
Scoprire di aspettare un bambino, darlo alla luce ed essere madre e padre rappresentano, infatti, alcuni tra i cambiamenti più importanti e profondi nella vita di una donna e di una coppia. La possibilità di “perpetuare se stessi” attraverso la nascita di un figlio è sicuramente esaltante, occasione di crescita e di rinascita personale, ma quanto è faticoso!
Per quanto quella della maternità possa essere fra le esperienze più naturali e istintive, i grandi cambiamenti legati alla gravidanza possono portare ad un generale senso di stress e di vulnerabilità che spesso trova le donne e, perché no, le coppie impreparate ad attraversare il turbinio di nuove emozioni, abitudini, stili di vita, dinamiche relazionali che il “nuovo arrivato” necessariamente impone. Non sono rari i momenti di crisi di una coppia in seguito alla nascita di un figlio -specie del primo- che, incarnandosi in un bambino reale e non semplicemente fantasticato, altera gli equilibri costituitisi all’interno della coppia, costringendo a trovarne di nuovi e di più funzionali alla nuova realtà familiare.

Sempre più madre, sempre meno figlia

Spesso nel corso della prima gravidanza, le donne sono di un’ingenuità sorprendente e lo stato, quasi di ebbrezza, in cui esse si ritrovano durante la dolce attesa ha sempre più attirato la mia attenzione e il mio interesse professionale da due anni e mezzo a questa parte (età di mio figlio -e questo la dice lunga su come la maternità abbia avuto effetti a lungo termine anche su di me e non mi abbia lasciato affatto indifferente ). Per tutto il periodo di quelle 10 lune siamo appagate dalle nostre rotondità (che per una buona volta non ci fanno sentire in colpa), ritorniamo come bambine e in questo stato “infantile e onirico” ci immaginiamo mamme super pronte, attente, stese sul tappeto a giocare con il nostro cucciolo, pronte ad accudire il pargolo in modo impeccabile. Arriviamo al primo mese di nostro figlio appagate e stremate, lamentandoci del fatto che nessuno ci abbia detto in quei 9 mesi cosa significhi realmente accudire un bambino e che abbiamo dovuto impararlo “a furia di sconfitte”, pur sperimentando risorse che neanche sapevamo di possedere.

Cosa vuol dire essere madre?

Che la capacità di “prendersi cura” ha a che fare con il partorire il proprio figlio tanto biologicamente quanto psicologicamente. È questa la “preparazione alla maternità” a cui dobbiamo aspirare in quanto donne in evoluzione: un percorso che si occupi anche del nostro meraviglioso mondo emozionale, che ci permetta di riconoscere e condividere i vissuti discordanti che emergono in gravidanza, che sostenga il nuovo ruolo che stiamo per assumere, consentendo al fragile bozzolo di diventare un fiore bello, profumato e orgoglioso che conosce le leggi della natura e il contrastante e intenso mondo delle emozioni femminili connesse alla maternità, senza per questo sentirci mamme difettose, ma al contrario mamme che vivono un’esperienza piena e completa del proprio essere madre.

“Se il bambino che sta per nascere ci offre la possibilità di entrare nel mondo adulto, la decisione di farlo è solo nostra” (Gutman L., 2011)

* Si ringrazia Giulia Gaeta per la gentile concessione del suo contributo.

Rosa Salvo
psicologo-psicoterapeuta
Via V. Brancati, 8 Catania
+39 3334467825
www.rosasalvo.it

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