il bacio della principessa

Insieme a Rospina, bambine e bambini imparano a credere nei sogni

C’era una volta una principessa… sembrerebbe l’incipit della solita fiabe e invece la principessa protagonista di “Il bacio della principessa” edito da Matilda editrice, ottobre 2016, pp 48) di Fernando Almena, (tradotto in italiano da Luisa Staffieri e con le illustrazioni di Ulrike Müller)  capovolge tutti gli stereotipi e rovescia le attese delle fiabe “classiche”.

Qui si parla della principessa Rospina, una piccola rospa, appunto, discendente unica di genitori che hanno una vera e propria venerazione per la figlia e farebbero di tutto per accontentarla e farla felice. E ci riescono, per un po’. Fino a che lei non  rivela il sogno della vita, quello che la renderebbe davvero felice, ma che per papà Rospo e mamma Rospa, è un “desiderio da ragazzo”. “Giammai!”, dice il re, mentre la regina si perde in un fiume di lacrime. Ma cosa avrà mai chiesto Rospina?

Nonostante l’amore incondizionato che i genitori rospi nutrono per la figlia, infatti, si rifiutano di assecondare la sua richiesta e decidono di indirizzarla verso la vita “da regina” che l’aspetta, cercando di farle trovare il principe giusto per lei.

Qui non vi sveliamo qual è il sogno e come finirà la storia di sicuro con un finale sui generis, ma che dona fiducia ai piccoli spingendoli a sognare di poter diventare e fare qualunque cosa desiderino davvero.

Una favola dedicata “alle bambine di oggi e a quelle che verranno, libere di sognare i sogni che vorranno”, come recita la dedica in apertura, ma anche ai bambini che possono seguire i loro sogni. Per tutti, perché vivano liberi dagli schemi in cui la società li ingabbia e perché quando i sogni vengono dal cuore, per quanto strani e fuori dall’ordinario possano sembrare, l’universo, i sogni veri, è pronto a realizzarli.

Una storia che leggo da due settimane alla mia bambina, per farle capire, che bimbi e bimbe possono scegliere, in base al proprio sentire e le proprie passioni, quello che vogliono indossare, ciò con cui vogliono giocare, i colori da amare, quello che diventeranno e, soprattutto, il tipo di persone che saranno… (Meg)

Matilda Editrice è dal luglio 2016 il nuovo nome della casa editrice Mammeonline di Foggia di Donatella Caione

La casa editrice, nata nel 2003, prese il nome dalla comunità online perché i primi libri erano realmente realizzati raccogliendo le esperienze delle mamme della comunità mammeonline. Poi col tempo è diventata una realtà autonoma ma il nome è diventato limitante perché le autrici e illustratrici (ma ci sono anche autori e illustratori) sono professioniste, i libri sono per lo più rivolti a bambine e bambini, ragazze e ragazzi. E sono libri veri, di carta, distribuiti nelle librerie, e non libri digitali o libri venduti solo online come il nome potrebbe far pensare.

Serviva un nome che raccontasse realmente quello che la casa editrice fa da sempre: bei libri per bambine e bambini con un desiderio particolare: dare spazio alle protagoniste femminili. Ma anche contrastare gli stereotipi di genere, raccontare la diversità e l’accoglienza, i sentimenti e le emozioni. Ci voleva insomma un nome che contenesse il senso e le parole dei libri che pubblica. Le parole sono importanti, il linguaggio è performativo, lo sappiamo. Ed è venuta in mente lei, Matilda, la protagonista del romanzo di Roald Dahl, un nome che contiene perfettamente il senso di questa attività editoriale.

 

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