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Da Orso Buco a Giufà, l’umorismo a portata di bimbo

Lo confesso: a me piacciono molto i gialli comici di Marco Malvaldi ed in generale apprezzo la letteratura umoristica. Leggo spesso per ridere, e così facciamo in molti. È bello quindi pensare di regalare ai nostri bambini dei libri che li facciano ridere.
Come chiunque abbia avuto a che fare con un bambino abbastanza piccolo sa bene, il senso dell’umorismo dei bambini non segue le stesse regole di quello degli adulti.

2Nei bambini molto piccoli la risata è legata al corpo ed al movimento: sono divertenti movimenti improvvisi ed inusuali, smorfie, emissioni di suoni da parte di persone o animali che sono intorno al bambino. Sono divertenti i movimenti “pericolosi” dell’adulto, le finte cadute, i “badabum!”.

Assai presto diventano divertenti filastrocche, canzoncine e scioglilingua dal ritmo molto scandito, netto. Per far ridere i piccoli piccoli quindi sono molto adatti libri come Orso buco, di Nicola Grossi, Minibombo, che gioca con i rumori della caduta, oppure Bum baby bum bum, di Margaret Mahy e Margaret Chamberlain che è incentrato sul suono della batteria ed i versi degli animali. Oppure , tra i grandi classici è possibile proporre “A caccia dell’orso” di Michael Rosen ed Helen Oxenbury, che gioca sulle onomatopee e sull’alternanza ripetizione-sorpresa. L’adulto lettore avrà cura di giocare fisicamente col bambino, specie se molto piccolo, simulando cadute, scandendo ritmi, inventando movimenti.

Superato l’anno i meccanismi che scatenano la risata diventano via via più simili a quelli dei grandi. Il comico così può essere legato alle situazioni, oppure al linguaggio ed all’immagine. Un esempio di comico legato alla situazione lo troviamo in una delle storie del personaggio ponte della favolistica mediterranea, Giufà, così come ci è raccontato da Giuseppe Pitrè. Fa ridere, infatti, vedere compiere azioni incongrue: come fa Giufà che stacca la porta dai cardini quando sua madre gli chiede: “tirati la porta”.
Giufà, tirati la porta
‘Na vota la matri di Giufà iju a la Missa; dici:

—Giufà, vaju a la Missa; tirati la porta.
Giufà, comu nisciu so matri, pigghia la porta e la metti a tirari, tira tira, tantu furzau ca la porta
si nni vinni. Giufà si la càrrica ‘n coddu, e va a la Chiesa a jittariccilla davanti di so matri:
—Ccà cc’è la porta!…
Su’ cosi chisti?!…
(Pitrè, “Fiabe”, III)

A questa categoria appartengono, ad esempio, l’albo “15 cose da NON fare con un fratellino” di Margaret McAllister, illustrazioni di Holly Sterling, Lo stampatello, o il bellissimo e surreale “Nei guai”, di Oliver Jeffers, Zoolibri, che gioca sul filo dell’assurdo ed ha il potere di far ridere bambini ed adulti intorno alle diavventure di Leo e del suo aquilone rimasto incagliato su un albero.

Del comico legato al linguaggio ed all’immagine parleremo nel prossimo articolo. Nel frattempo, che la ridarella sia con voi!

Aurelia Calì, libraia e mamma di due bambini

admin

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